Storia |
Assisi
è un'antica città umbra che i Romani, attorno al 339
a. C., trasformarono in municipio col nome di Asisium. Aspramente
contesa da Goti e Bizantini, Assisi subì una distruzione a
opera di Totila nel 545; passò poi ai Longobardi che la incorporarono
al Ducato di Spoleto. Ordinatasi libero Comune nel sec. XII, Assisi
affrontò dure guerre con Perugia (la prima risalirebbe al 1054),
che aveva già
sottomesso tutte le piccole città dei dintorni. La contesa
tra le due città umbre riservò
ad Assisi drammatiche esperienze (si ricorda in particolare il saccheggio
del 1321) tanto che nel 1367 preferì
darsi spontaneamente al cardinale Albornoz pur di liberarsi dall'oppressione
perugina. Tuttavia altri signori, spesso favoriti dal papato, esercitarono
in seguito sulla città
di Assisi il loro dominio: Visconti, Montefeltro, Sforza, Colonna,
Piccinino, Baglioni, Borgia. Saccheggi e distruzioni ridussero Assisi
pressoché alla rovina; in tali condizioni fu congiunta, con
tutta l'Umbria, da Paolo III allo Stato Pontificio del quale seguì poi
le sorti. |
Arte |
La città di Assisi risale in massima parte
ai sec. XII-XIV e conserva intatto l'aspetto medievale. Ai sec.
XII-XIII risalgono le mura e le due rocche. Il duomo di S. Rufino,
iniziato nel 1140, presenta una facciata con basamento a riquadri
geometrici incorniciati, loggetta orizzontale, tre rosoni e un timpano.
La basilica di S. Francesco è il primo grande esempio di
architettura gotica prettamente italiana. La chiesa inferiore, iniziata
nel 1228, è a una navata con campate e volte a crociera,
due transetti e un'abside semicircolare; le cappelle sono più tarde,
della fine del secolo. La chiesa superiore, compiuta nel 1253, ha
una sola navata con transetto sporgente e abside poligonale. La
ricerca di un ampio spazio unitario avvicina questo interno ai risultati
paralleli del più
maturo stile gotico straniero (Catalogna, Angiò). Esternamente
la chiesa presenta una semplice facciata con timpano e rosone, fiancate
scandite da contrafforti in forma di torri, abside con basamento circolare
e parte alta poligonale fiancheggiata da due torri. All'interno S.
Francesco conserva il più importante complesso di affreschi
della pittura italiana dalla metà
del Duecento al terzo decennio del Trecento. Nella chiesa superiore
le pareti della navata recano affreschi di scuola romana (ca. 1280)
nel registro superiore e la Leggenda di San Francesco di Giotto in
quello inferiore (1298 ca.). Il transetto e il coro hanno affreschi,
gravemente deperiti, di Cimabue (ottavo decennio) fra cui la Crocifissione.
Nella chiesa inferiore le pareti della navata sono decorate con Storie
di San Francesco del Maestro di San Francesco (metà del Duecento);
il transetto e le cappelle recano affreschi dei primi maestri giotteschi
(Maestro delle Vele, Maestro della Maddalena, Stefano), la Maestà della
Vergine con San Francesco di Cimabue, il ciclo di affreschi di Pietro
Lorenzetti con la Crocifissione e la Deposizione dalla Croce e, nella
cappella di S. Martino, affreschi con Storie di San Martino di Simone
Martini. Altre chiese gotiche in Assisi sono S. Pietro, che ha un
tiburio a cerchi concentrici di tipo francese, e S. Chiara (consacrata
nel 1265), con facciata a tre zone del tipo gotico assisiate, rosone
e paramento murario a fasce bianche e rosa, mentre nel fianco sinistro
si innalzano archi rampanti. All'interno si conservano affreschi di
scuola giottesca e una tavola con Santa Chiara e storie della sua
vita del Maestro di Santa Chiara (sec. XIII). Fuori dalle mura di
Assisi si trova il santuario di S. Maria degli Angeli, del 1569-1679
ma rifatto alla fine del sec. XIX in forme neorinascimentali. All'interno
si conserva un importante Crocifisso dipinto da Giunta Pisano. Tutti
i monumenti di Assisi, ma in particolare la basilica di S. Francesco,
sono stati danneggiati dal forte sisma del settembre 1997. Dopo poco
più di due anni di distanza dal terribile crollo, la basilica,
parzialmente restaurata, ha riaperto le sue porte al pubblico. Resta
ancora da ultimare il difficile recupero dei frammenti di alcuni affreschi
che decoravano le volte.
|