Storia |
Riconducibile senz'altro ad epoca preistorica,
il territorio di Lisciano Niccone fu certamente abitato dagli Etruschi
la cui presenza è documentata dall'esistenza del non lontano
Ipogeo in località Villa Sagraia e del villaggio fortificato
di Bellona sviluppatosi in cima a monte Murlo.
Nel 217 a.C. dopo la sventurata
battaglia del Trasimeno durante la quale il
console Flaminio fu definitivamente sconfitto
dai Cartaginesi, la cittadina di Lisciano Niccone
fu duramente colpita da Annibale, indispettitosi
per l'aiuto offerto dai Liscianesi ai soldati
romani superstiti.
Si dice che nel 126 d. C. Pian di Marte, ubicato
nei pressi di Lisciano Niccone, abbia dato i natali all'imperatore
romano Publio Elvio Pertinace, successore di Commodo (126-193
d.C.).
Avvenne che... Alla morte di Commodo, colpito da una congiura, scoppiò una
lotta sfrenata per la successione. All'inizio fu scelto Pertinace,
ma anche costui, inviso ai militari e soprattutto ai pretoriani, fu
assassinato dopo appena ottanta giorni di governo. A lui subentrò
la dinastia dei Severi (194-235 d.C.).
Nel periodo bizantino tra
Umbria e Toscana, tutta la valle, con i castelli
di Lisciano, Fiume, Reschio, Pierle, Danciano,
Pugnano e Sorbello, i cui resti sono ancor
oggi evidenti, Lisciano Niccone assunse un'importante
posizione strategica poichè
permetteva le comunicazioni attraverso uno stretto corridoio fortificato,
il cosiddetto corridoio bizantino che altro non era se non una linea
difensiva per il controllo delle comunicazioni tra Roma e Ravenna.
La via di comunicazione passava dunque per Perugia e l'Alta Valle
del Tevere e di essa rimangono tracce in castelli e rocche.
Questo singolare modo di fortificazione di mille
anni fa era caratterizzato dalla presenza di torri e castelli,
costruiti sempre in coppia. Tra Umbria e Toscana essi si fronteggiano,
così alcuni che hanno il loro corrispondente in Toscana,
qui in Umbria poggiano le loro fondamenta in territorio
di Lisciano Niccone. Pierle ha
di fronte Lisciano, Reschio va
in coppia con Sorbello,
Pian di Marte domina la fortezza di Fiume. Secondo la maggior
parte degli studiosi tali manieri sarebbero stati edificati dopo
il Mille, ma oggi pare accreditata la tesi di chi li vuole realizzati
addirittura nei secoli VI e VII.
Nel 1202 il castello di Lisciano, proprietà dei Marchesi
del Monte, ottenne la protezione di Perugia, passata sotto il
dominio della Chiesa.
Nel 1479 dopo un breve periodo di appartenenza a Casali di Cortona,
Lisciano Niccone tornò fino al 1861 allo Stato Pontificio,
allorchè venne incoroporato nel Regno d'Italia.
Oggi nel territorio di Lisciano Niccone, comprendente
le frazioni di Pian di Marte, Reschio, San Martino, Val di Rosa,
Santa Maria delle Corti, Le Crete, Le Crocicchie e Gosparini, vivono
circa settecento abitanti. Arrivando a Lisciano Niccone da Tuoro,
superando passo Gosparini, si scende per la statale del Niccone,
attraverso boschi di querce, al capoluogo del Comune che, nei secoli
XII e XIV, fu borgo fortificato. Qui sono racchiuse numerose testimonianze
storiche, culturali, religiose ed architettoniche di notevole pregio
ed interesse. Le amene colline delle valli del Tevere e del Niccone
fanno da splendida cornice a rocche, castelli, chiese, abbazie e
borghi medioevali che, riscoperti nel tempo, sono divenuti meta
di affascinanti itinerari turistici. Oggi gli efficienti e moderni
servizi pubblici e la confortevole rete di strutture alberghiere
ed extra-alberghiere garantiscono al turista un'ottima ospitalità in
grado di soddisfare le più svariate esigenze. |
Natura |
Parte della superficie che ricade nel comune di Lisciano
Niccone
è ricoperta da boschi che condivide per continuità
geografica e per caratteristiche floro-faunistiche con il comune di
Passignano. Rilievi e canaloni secondari movimentano le pendici e
drenano le acque nel Fosso della Vallaccia, tributario del torrente
Niccone. Le zone di Lisciano Niccone rivolte a nord sono prevalentemente
coperte di cerri, ma si trovano anche la rovere, il castagno, il carpino
bianco ed il faggio. Nel sottobosco
è presente l'evonimo maggiore e ai margini dei boschi non mancano
cespugli di ginestra. Qui vivono cinghiali, puzzole e poiane, allocchi
e ghirlandaie, colombacci e torcicollo, picchi muratori, salamandrine
dagli occhiali, colubri di Esculapio. Nei boschi di Lisciano Niccone
insomma si rinviene una numerosa varietà
di flora e di fauna, altrove in estinzione.
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Economia |
Il mondo contadino, nella sua accezione più nobile
ed alta, e la sua civiltà antica, sono rimasti intatti fino
a pochissimo tempo fa e di esso rimangono tracce profonde nonostante
Lisciano Niccone, ormai proiettato nel futuro, sia entrato nel
vivo della moderna economia. L'economia conserva un'impronta agricola
e silvo-pastorale e la coltura del tabacco ha un'antica tradizione.
L'agricoltura infatti rappresenta la principale fonte di reddito
di Lisciano Niccone. La conformazione del territorio, prevalentemente
collinare, consente un'elevata produzione di cereali (frumento,
mais, orzo, avena), mentre nei boschi incontaminati si effettua
un'abbondante raccolta di funghi e castagne. Terra di prati e di pascoli
Lisciano Niccone è particolarmente adatta all'allevamento del
bestiame da cui si ricavano carni di ottima qualità. Inoltre
si possono acquistare i genuini formaggi prodotti dai pastori che
si trovano nella zona. In rilevante ascesa è il turismo rurale,
richiamato dalle sempre più allettanti attrattive faunistiche
ed escursionistiche del luogo. Qui vi sono aziende agrituristiche
in percentuale alta rispetto al territorio e la cucina offre, grazie
agli squisiti prodotti provenienti dal bosco e dal sottobosco, piatti
di ottima qualità.
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