(2 Km dagli appartamenti in affito di Casa Scopetelli - casa vacanza in Lisciano Niccone, Umbria)

Lisciano Niccone | Assisi | Siena | Lago Trasimeno| Cortona | Perugia | Orvieto

Regione: Umbria

Altitudine: 314 m s.l.m.

Superficie: 35,5 Kmq.

Abitanti: 694.

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"Un paese in una conchiglia verde."

Storia

Riconducibile senz'altro ad epoca preistorica, il territorio di Lisciano Niccone fu certamente abitato dagli Etruschi la cui presenza è documentata dall'esistenza del non lontano Ipogeo in località Villa Sagraia e del villaggio fortificato di Bellona sviluppatosi in cima a monte Murlo.
Nel 217 a.C. dopo la sventurata battaglia del Trasimeno durante la quale il console Flaminio fu definitivamente sconfitto dai Cartaginesi, la cittadina di Lisciano Niccone fu duramente colpita da Annibale, indispettitosi per l'aiuto offerto dai Liscianesi ai soldati romani superstiti.
Si dice che nel 126 d. C. Pian di Marte, ubicato nei pressi di Lisciano Niccone, abbia dato i natali all'imperatore romano Publio Elvio Pertinace, successore di  Commodo (126-193 d.C.).
Avvenne che... Alla morte di Commodo, colpito da una congiura, scoppiò una lotta sfrenata per la successione. All'inizio fu scelto Pertinace, ma anche costui, inviso ai militari e soprattutto ai pretoriani, fu assassinato dopo appena ottanta giorni di governo. A lui subentrò la dinastia dei Severi (194-235 d.C.).
Nel periodo bizantino tra Umbria e Toscana, tutta la valle, con i castelli di Lisciano, Fiume, Reschio, Pierle, Danciano, Pugnano e Sorbello, i cui resti sono ancor oggi evidenti, Lisciano Niccone assunse un'importante posizione strategica poichè permetteva le comunicazioni attraverso uno stretto corridoio fortificato, il cosiddetto corridoio bizantino che altro non era se non una linea difensiva per il controllo delle comunicazioni tra Roma e Ravenna. La via di comunicazione passava dunque per Perugia e l'Alta Valle del Tevere e di essa rimangono tracce in castelli e rocche.

Questo singolare modo di fortificazione di mille anni fa era caratterizzato dalla presenza di torri e castelli, costruiti sempre in coppia. Tra Umbria e Toscana essi si fronteggiano, così alcuni che hanno il loro corrispondente in Toscana, qui in Umbria  poggiano le loro fondamenta in territorio di Lisciano Niccone. Pierle ha di fronte Lisciano, Reschio va in coppia con Sorbello, Pian di Marte domina la fortezza di Fiume. Secondo la maggior parte degli studiosi tali manieri sarebbero stati edificati dopo il Mille, ma oggi pare accreditata la tesi di chi li vuole realizzati addirittura nei secoli VI e VII.
Nel 1202 il castello di Lisciano, proprietà dei Marchesi del Monte, ottenne la protezione di Perugia, passata sotto il dominio della Chiesa.
Nel 1479 dopo un breve periodo di appartenenza a Casali di Cortona, Lisciano Niccone tornò fino al 1861 allo Stato Pontificio, allorchè venne incoroporato nel Regno d'Italia.

Oggi nel territorio di Lisciano Niccone, comprendente le frazioni di Pian di Marte, Reschio, San Martino, Val di Rosa, Santa Maria delle Corti, Le Crete, Le Crocicchie e Gosparini, vivono circa settecento abitanti. Arrivando a Lisciano Niccone da Tuoro, superando passo Gosparini, si scende per la statale del Niccone, attraverso boschi di querce, al capoluogo del Comune che, nei secoli XII e XIV, fu borgo fortificato. Qui sono racchiuse numerose testimonianze storiche, culturali, religiose ed architettoniche di notevole pregio ed interesse. Le amene colline delle valli del Tevere e del Niccone fanno da splendida cornice a rocche, castelli, chiese, abbazie e borghi medioevali che, riscoperti nel tempo, sono divenuti meta di affascinanti itinerari turistici. Oggi gli efficienti e moderni servizi pubblici e la confortevole rete di strutture alberghiere ed extra-alberghiere garantiscono al turista un'ottima ospitalità in grado di soddisfare le più svariate esigenze.

Natura

Parte della superficie che ricade nel comune di Lisciano Niccone è ricoperta da boschi che condivide per continuità geografica e per caratteristiche floro-faunistiche con il comune di Passignano. Rilievi e canaloni secondari movimentano le pendici e drenano le acque nel Fosso della Vallaccia, tributario del torrente Niccone. Le zone di Lisciano Niccone rivolte a nord sono prevalentemente coperte di cerri, ma si trovano anche la rovere, il castagno, il carpino bianco ed il faggio. Nel sottobosco è presente l'evonimo maggiore e ai margini dei boschi non mancano cespugli di ginestra. Qui vivono cinghiali, puzzole e poiane, allocchi e ghirlandaie, colombacci e torcicollo, picchi muratori, salamandrine dagli occhiali, colubri di Esculapio. Nei boschi di Lisciano Niccone insomma si rinviene una numerosa varietà di flora e di fauna, altrove in estinzione.

Economia

Il mondo contadino, nella sua accezione più nobile ed alta, e la sua civiltà antica, sono rimasti intatti fino a pochissimo tempo fa e di esso rimangono tracce profonde nonostante Lisciano Niccone, ormai proiettato nel futuro, sia entrato  nel vivo della moderna economia. L'economia conserva un'impronta agricola e silvo-pastorale e la coltura del tabacco ha un'antica tradizione. L'agricoltura infatti rappresenta la principale fonte di reddito di Lisciano Niccone. La conformazione del territorio, prevalentemente collinare, consente un'elevata produzione di cereali (frumento, mais, orzo, avena), mentre nei boschi incontaminati si effettua  un'abbondante raccolta di funghi e castagne. Terra di prati e di pascoli Lisciano Niccone è particolarmente adatta all'allevamento del bestiame da cui si ricavano carni di ottima qualità. Inoltre si possono acquistare i genuini formaggi prodotti dai pastori che si trovano nella zona. In rilevante ascesa è il turismo rurale, richiamato dalle sempre più allettanti attrattive faunistiche ed escursionistiche del luogo. Qui vi sono aziende agrituristiche in percentuale alta rispetto al territorio e la cucina offre, grazie agli squisiti prodotti provenienti dal bosco e dal sottobosco, piatti di ottima qualità.

Una curiosità sul dialetto
Zona di confine non solo geografico tra Umbria e Toscana, Lisciano Niccone è interessante anche per il suo dialetto, ancora parlato dai vecchi e studiato ampiamente dall'illustre esperto Giovanni Moretti. E' un luogo di incontro e di fusione tra varie correnti linguistiche dialettali. Fino a 30, 40 anni Lisciano Niccone fa ha avuto il privilegio di rimanere un'isola linguistica, essendo circondata da monti e quindi lontana dai circuiti della comunicazione. Per la sua posizione di confine risente degli influssi di tre correnti linguistiche: il perugino-magionese, il chianiuolo-cortonese e il castellano-romagnolo. Diverso il modo di parlare della gente di montagna da quello della pianura non tanto per il patrimonio lessicale, ma soprattutto per le anomalie nella pronuncia. Anche qui il dialetto risente dell'essere zona di confine.
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