(90 Km dagli appartamenti in affito di Casa Scopetelli - casa vacanza in Lisciano Niccone, Umbria)

Lisciano Niccone | Assisi | Siena | Lago Trasimeno| Cortona | Perugia | Orvieto

Regione: Umbria.

Altitudine: 325 m s.l.m.

Superficie: 281,16 Kmq.

Abitanti: 22.033.

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Orvieto è situata su un ripiano tufaceo dalle pareti ripidissime che si innalza imponente sulla pianura alluvionale del f. Paglia. L'abitato di Orvieto presenta pianta irregolare, vie strette e tortuose e conserva una tipica impronta medievale

 
Storia
Antico centro etrusco gravemente decaduto in epoca romana, durante l'alto Medioevo Orvieto fu a lungo disputata tra Goti e Bizantini; sotto i Longobardi Orvieto fu sede di contea e di vescovado, entrò quindi a far parte dei beni di Matilde di Canossa e passò poi sotto il dominio della Chiesa. Costituitasi in Comune nei sec. XII e XIII, la città di Orvieto si ribellò più volte ai rettori pontifici finché fu riconosciuta da Adriano IV. Fiorente per industrie e commerci Orvieto fu a lungo in lotta con Siena, Viterbo, Perugia e altre minori città riuscendo a estendere il proprio territorio sino a Orbetello. Turbata da vivacissimi movimenti ereticali che furono duramente repressi da Clemente IV (1268) e dilaniata dalle contese tra i Monaldeschi guelfi e i Filippeschi ghibellini, dopo la cacciata di questi ultimi (1313) Orvieto cadde praticamente in mano ai Monaldeschi, ma nel 1354 il cardinale Albornoz la sottomise nuovamente alla Chiesa. All'epoca del “grande scisma” Orvieto fu soggetta a varie signorie forestiere: di Rinaldo Orsini (1378-90), di Biordo Michelotti (1395-98), di Giovanni Tomacello (1398-1404) e di Braccio da Montone (1416-19); passò più tardi sotto la dominazione di Gentile e Arrigo Monaldeschi della Vipera finché nel 1448 ritornò durevolmente al papa. Sede di delegazione e capoluogo di provincia dello Stato pontificio, dopo la parentesi napoleonica (1798-1816) Orvieto fu incorporata nella delegazione di Viterbo, ma nel 1831 riebbe la dignità di capoluogo. Nel 1860Orvieto fu occupata dalle truppe sabaude.
Arte
Sulla rupe della moderna Orvieto si estendeva una grande e ignota città etrusca (l'identificazione con Volsinii o con il Fanum Voltumnae è del tutto incerta), particolarmente fiorente nei sec. VI-V a. C. Resti di templi o della sola decorazione fittile policroma sono venuti in luce in vari punti della città (Belvedere, via S. Leonardo, S. Andrea, duomo, ecc.). Ricchi corredi di vasi etruschi e attici vengono dalla necropoli del Crocifisso del Tufo, con tombe a camera allineate su strade con regolare schema planimetrico. Dalla necropoli di Cannicella proviene una singolare statuetta in marmo di dea nuda. Presso Orvieto sono state trovate tombe dipinte del sec. IV: dei Velii e delle Bighe in località Settecamini, degli Hescanas in località Patarazzo. Il materiale archeologico orvietano è raccolto nel Museo Faina e nel Museo dell'Opera del Duomo. La città medievale, sviluppatasi soprattutto nell'epoca comunale, tra i sec. XII e XIV, è situata in posizione scenografica su un tavolato di tufo dagli alti bordi a scarpata, che fanno da difesa naturale; l'unico accesso, a ovest, è rappresentato dalla Porta Maggiore. Sulle case e sui palazzi di Orvieto, costruiti in tufo giallastro, emerge la mole marmorea del duomo, capolavoro del gotico italiano. L'edificio, iniziato nel 1290 sul modello del duomo di Siena, ha una grande facciata a trittico di Lorenzo Maitani, autore anche dei rilievi sui quattro pilastri e della maggior parte delle altre sculture della facciata; il rosone è dell'Orcagna. Nel 1970, sono state messe in opera le porte bronzee di Emilio Greco. I fianchi, l'abside e l'interno, molto semplici, sono decorati con paramento murario a liste bianche e nere. All'interno si conservano importanti opere d'arte: una Madonna a fresco di Gentile da Fabriano (1425); il ciclo della cappella di S. Brizio, di L. Signorelli, Beato Angelico e B. Gozzoli; il reliquiario del Corporale, del senese Ugolino di Vieri, capolavoro dell'oreficeria gotica. Sul fianco destro del duomo si trova il Palazzo dei Papi (1297-1304), imponente edificio gotico che ospita il Museo dell'Opera del Duomo (all'interno due dipinti di Simone Martini, eccezionali sculture di Nino Pisano, Lorenzo Maitani, Arnolfo di Cambio, Giovanni Pisano; inoltre intagli, oreficerie, arredi sacri ecc.); al piano terreno dal 1991 ha sede il museo dedicato all'opera di E. Greco. Le chiese di S. Andrea e di S. Giovenale (sec. XI-XII) sono romaniche; il Palazzo del Popolo (scalone esterno, merlatura, loggia, cornici a mensole sovrapposte, trifore congiunte) è un capolavoro dell'architettura civile della metà del Duecento. Un'importante opera di Arnolfo di Cambio, il monumento funebre del cardinale di Braye, si conserva in S. Domenico. Assai vivace fu l'attività architettonica nel Cinquecento (pozzo detto di S. Patrizio, di Antonio da Sangallo il Giovane; palazzo Urbani-Petrucci, del Sanmicheli; case e palazzi in via Cavour, di Simone Mosca e I. Scalza). Orvieto fu anche il più antico centro di produzione di maioliche italiane. Verso la fine del sec. XIV vi si foggiavano già i tipici recipienti panciuti, senza piede e con lungo becco, detti “panate”, le brocche e i vasi da farmacia decorati, spesso in rilievo, in ramina e manganese su limitate zone di smalto.
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