Siena
è situata in splendida posizione panoramica sull'alto di un
colle tra le alte valli dell'Arbia e dell'Elsa, alla convergenza di
importanti e frequentate vie di comunicazione stradale. L'espansione
urbanistica della città di Siena, lentissima e ineguale fino
al Mille, si accentuò
a partire dal sec. XI in concomitanza con la sempre maggiore importanza
politica assunta dal libero Comune di Siena, accompagnata da una florida
prosperità economica. L'abitato di Siena si estese sulla sommità del
colle adattandosi alle sue articolazioni e assumendo così
quella tipica struttura triangolare che avrebbe conservato per alcuni
secoli nonostante gli ampliamenti successivi. Sotto i Medici, nel
sec. XVI, Siena fu inglobata entro la cerchia muraria l'area occupata
dalla fortezza, che alla fine del sec. XVIII sarebbe poi stata trasformata
in giardino pubblico. Il più recente sviluppo edilizio senese
ha avuto luogo verso valle, specialmente lungo le principali vie di
accesso alla città. Fiorente centro commerciale e specialmente
finanziario in età
tardomedievale, Siena ha conservato in parte questa sua funzione,
espressa dall'attività di alcuni importanti istituti bancari,
specialmente del Monte dei Paschi di Siena, il quale è fra
gli istituti italiani di credito oggi viventi il più antico
dopo il Banco di Napoli. L'attività industriale senese è
rappresentata da numerose imprese operanti nei settori alimentare,
chimico-farmaceutico, elettrotecnico, meccanico, vetrario, grafico-editoriale,
dell'abbigliamento, del mobilio e dei materiali da costruzione. La
città
di Siena è sede universitaria e arcivescovile.
Storia
Già
centro degli Etruschi (dei quali furono rinvenute tombe con suppellettili),
poi colonia romana, Sena Julia, intorno al sec. I d. C. ebbe un
proprio corpo di magistrati. La posizione dominante nell'altopiano
toscano la preservò
dalle invasioni barbariche favorendone lo sviluppo. Occupata dai Longobardi,
Siena fu sede vescovile nel sec. VIII; governata da gastaldi, divenne
poi capoluogo di una contea con la conquista franca. Tra i sec. X
e XI si rafforzò
il potere dei vescovi i quali, scalzando il potere dei conti, prepararono
l'avvento del Comune. Sotto il governo dei vescovi Siena cominciò ad
allargare il suo dominio scontrandosi con Firenze (1141) e già nel
1147 si andava affermando l'autorità laica la quale poté sostituire
il governo del vescovo con quello dei consoli a loro volta sostituiti
(1199) dal podestà. Dopo una breve alleanza Siena e Firenze
si trovarono ancora in conflitto: i Senesi subirono a Montalto della
Berardenga (1207) una dura sconfitta che segnò la fine delle
loro pretese su Montepulciano, Montalcino e Poggibonsi. Ebbe successo
invece la loro espansione verso la Maremma dove furono sottomesse
diverse contee e, nel 1224, Grosseto. Nel 1228, alleata di Pisa e
Pistoia, Siena riprese contro Firenze una guerra conclusa con l'avversa
sentenza del cardinale di Preneste (1235). Nel 1236 Siena fu nuovamente
riformata la struttura della suprema autorità politica e al
podestà fu sostituito un Consiglio di ventiquattro (e dal 1270
di trentasei) cittadini che fu detto poi Eccelso Concistoro e che
tenne il potere politico sino alla metà
del sec. XV. Capo del Consiglio dei ventiquattro fu, dal 1252, il
capitano del popolo eletto tra personalità
non cittadine. Siena, giovandosi del cambiamento istituzionale e diventata
il centro del partito ghibellino in Toscana, nel 1260, alleata con
Pisa e Pistoia, mosse ancora guerra a Firenze infliggendole una dura
sconfitta a Montaperti.
Ma appena morto Manfredi a Benevento (1266), la fazione guelfa riprese
il sopravvento e i ghibellini furono esiliati. La pacificazione tra
i due partiti avvenne nel 1280, ma nel 1287, per sventare le trame
ghibelline, fu costituito un governo di Nove che rimase al potere
sino al 1355 e, composto di benestanti di parte guelfa, tenne buone
relazioni con Firenze e nel 1326 riconobbe l'alta autorità
di Carlo d'Angiò. Sotto questo governo, Siena attraversò
il periodo del suo massimo splendore. La vittoriosa, ma dispendiosa,
guerra contro Lucca e Pisa e la peste del 1348 portarono però alla
sollevazione delle classi popolari (1355) che abbatté i Nove.
A essi furono sostituiti prima dodici e poi quindici riformatori,
tutti provenienti dalle file popolane, che conservarono il potere
sino al 1386. Nel 1399 la città di Siena, esausta dalle continue
lotte interne, esasperata da Firenze, che si impadroniva di Montepulciano
e di altre terre, si pose allora sotto la signoria di Gian Galeazzo
Visconti (1399) e, morto questi, dei suoi successori fino al 1404.
In quell'anno fu formato un nuovo governo di dieci priori, fu fatta
la pace con Firenze, fu riconquistata la Maremma, ma ripresero le
lotte intestine che continuarono finché
Pandolfo Petrucci, capo dei nobili fuorusciti, nel 1487, rientrato
in città, riuscì a impossessarsi del potere. Cacciati
i Petrucci nel 1525 la Repubblica senese vide sempre più aumentare
l'ingerenza imperiale che favoriva i grandi mercanti. Ormai impossibilitata
a mantenersi indipendente, stretta dalle potenze nazionali e sovranazionali,
Siena si ribellò ancora una volta e nel 1552 il popolo cacciò gli
imperiali dalla città. Siena si alleò allora con la
Francia e con i Fiorentini di Piero Strozzi, ma nel 1554, assediata
da un formidabile esercito tedesco-spagnolo, dovette cedere (aprile
1555) dopo un'accanita resistenza. La Repubblica, ancorché nominalmente,
continuò ancora per quattro anni, ridotta solo alla città di
Montalcino. Siena fu quindi incorporata nello Stato mediceo e poi
in quello lorenese seguendone le vicende. Nel 1859 fu la prima città toscana
a deliberare l'annessione al Regno italiano. Durante la II guerra
mondiale fu occupata dalle truppe alleate del generale Juin il 13
luglio 1944.
Arte: i monumenti di Piazza del Duomo
La città di Siena conserva quasi intatto il tessuto urbano
e l'aspetto definitisi fra il sec. XIII e il XVI. Nata dalla fusione
di tre abitati, Siena ha i suoi centri urbanistici e monumentali nella
Piazza del Campo e in quella del Duomo. Massimo monumento cittadino è
appunto il duomo, iniziato nel 1229, compiuto nelle strutture fondamentali
nel 1264 e portato a termine nel sec. XIV; fra il 1376 e il 1382 furono
completate la facciata e l'abside. L'ambizioso progetto, iniziato
nel 1339, di costruire un nuovo, gigantesco duomo, del quale il precedente
avrebbe dovuto essere il transetto, venne abbandonato nel 1355 per
insormontabili difficoltà tecniche. La facciata gotica tricuspidata,
ornata di tre portali e di numerose statue (gli originali si trovano
nel Museo dell'Opera Metropolitana e sono stati sostituiti da copie),
è dovuta nella parte inferiore a Giovanni Pisano e allievi
(1284-96), nella superiore a Giovanni di Cecco (1376-82). Notevole
anche il campanile, costruito in stile romanico nel 1313, con decorazione
a strisce marmoree bianche e nere. L'interno, a tre navate su pilastri
polistili, suggestivo nel paramento murario a fasce bianche e nere,
ha uno stupendo pavimento (56 riquadri a graffito e a tarsia in marmo
bianco, nero e colorato), realizzato fra il 1369 e il 1547 su cartoni
forniti da numerosi artisti, fra cui Matteo di Giovanni, Pinturicchio
e il Beccafumi. Numerosi e di grande valore artistico le sculture
e i dipinti conservati nella chiesa: celebre in partic. il pergamo
a pianta ottagonale, realizzato da Nicola Pisano con l'ausilio di
Giovanni Pisano, Arnolfo di Cambio e Lapo (1265-68). In marmo bianco,
poggiante su nove colonne di granito, di porfido e di marmo verde,
ha la parte superiore divisa in otto riquadri, separati tra loro da
statue di Profeti e Angeli, splendidamente scolpiti con Storie di
Cristo. Nella cappella di S. Giovanni Battista, costruita da Giovanni
di Stefano nel 1482, si trovano dipinti del Pinturicchio, la statua
di S. Caterina d'Alessandria (1487), realizzata da Neroccio di Bartolomeo
Landi e aiuti, e la statua bronzea di S. Giovanni Battista, di Donatello,
splendido esempio della potenza espressiva del maestro. Nella cappella
di S. Ansano si possono ammirare il Monumento del cardinale Riccardo
Petroni, di Tino da Camaino (1318), e la Tomba del vescovo Giovanni
Pecci, in bronzo, di Donatello (1426). Altre opere notevoli sono l'Altare
Piccolomini, opera di Andrea Bregno, e, nel presbiterio, l'altare
maggiore realizzato nel 1532 da B. Peruzzi; su di esso si trovano
un pregevole ciborio bronzeo del Vecchietta (1467-72), due angeli
portacandelabro di Giovanni di Stefano e otto angeli del Beccafumi.
Di particolare bellezza è
il coro ligneo addossato alle pareti dell'abside. Dal duomo si accede
alla Libreria Piccolomini, costruita nel sec. XV per custodire la
biblioteca di Pio II. L'interno
è rivestito da un ciclo di affreschi del Pinturicchio e allievi
(Scene della vita di Pio II), notevoli per la vivacità dello
stile e l'esuberanza decorativa. Sotto gli affreschi, lungo le pareti,
sono esposti alcuni bellissimi corali miniati da Liberale da Verona,
Sano di Pietro e altri. Il battistero (1316-25) è la continuazione
della parte absidale del duomo e ne costituisce in certo senso la
cripta; sulla facciata gotica (1382) si aprono tre grandiosi portali,
quello centrale cuspidato. All'interno si trova il mirabile fonte
battesimale di Iacopo della Quercia, ornato di sei bassorilievi bronzei
alternati a statue, fra i quali Zaccaria cacciato dal tempio dello
stesso Iacopo, il Convito di Erode di Donatello, Battesimo di Gesù e
Cattura di Cristo di L. Ghiberti. Sulla Piazza del Duomo sorgono il
Palazzo Arcivescovile (1723), che conserva all'interno la Madonna
del Latte di A. Lorenzetti; il palazzo detto del Magnifico, fatto
erigere da Pandolfo Petrucci (1508); lo Spedale di S. Maria della
Scala (sec. XIII-XIV), con affreschi del Vecchietta, di Domenico di
Bartolo, ecc.; la chiesa di S. Maria della Scala o della SS. Annunziata,
con bella statua bronzea di Cristo risorto, opera del Vecchietta,
e, nel catino, La piscina probatica, uno dei più felici dipinti
di Sebastiano Conca.
Arte: i monumenti di Piazza del Campo
Alla Piazza del Duomo, centro del potere religioso,
si contrappone la Piazza del Campo, centro del potere civile. A
forma di valva di conchiglia, è una delle più
belle piazze medievali d'Europa. Cinta da palazzi dei sec. XIII-XIV, è dominata
dal Palazzo Pubblico (1297-1342), in pietra e in cotto, il più elegante
esempio di gotico toscano. Alla sua sinistra si innalza per ca. 102
m la slanciata e bellissima Torre del Mangia, quasi interamente rivestita
in cotto, alla cui base sorge la cappella di Piazza, fatta erigere
dai Senesi come ringraziamento per lo scampato pericolo della peste
del 1348; iniziata da Domenico d'Agostino e terminata da Giovanni
di Cecco, la cappella custodisce all'interno un interessante affresco
del Sodoma. Nel Palazzo Pubblico, in parte sistemato a Museo, si trovano
la Sala del Mappamondo, con i famosi affreschi della Maestà e
di Guidoriccio da Fogliano di Simone Martini, e la Sala della Pace
o Sala dei Nove, decorata dal ciclo Allegorie ed Effetti del Buono
e Cattivo Governo in città e nel contado di A. Lorenzetti,
uno dei più importanti complessi pittorici non solo della scuola
senese, ma di tutta l'arte medievale italiana. Sul lato opposto del
Palazzo Pubblico è situata la Fonte Gaia, costruita tra il
1409 e il 1419 da Iacopo della Quercia e ornata di sculture (gli originali
si trovano nel Palazzo Pubblico, sostituiti da copie di T. Sarrocchi)
in cui l'artista senese fornì una prova di grande armonia e
compostezza formale.
Arte: gli altri monumenti principali
Al sec. XIII risalgono il severo Palazzo Tolomei,
in pietra, e le chiese di S. Maria dei Servi, con interno rinascimentale
(1471-1528), che conserva opere di Coppo di Marcovaldo, P. Lorenzetti,
L. Memmi; di S. Agostino (trasformata nel 1755 da L. Vanvitelli),
con opere di A. Lorenzetti, Matteo di Giovanni, Perugino, il Sodoma;
di S. Domenico, maestosa costruzione gotica (1226-1465), che custodisce
opere di Benedetto da Maiano, di Matteo di Giovanni e del Sodoma.
Trecentesche sono le chiese di S. Francesco (1326-1475), di sobria
imponenza, con notevolissimi affreschi all'interno (Crocifissione,
di P. Lorenzetti, 1331; San Lodovico d'Angiò
davanti a Bonifacio VIII, di A. Lorenzetti, 1331), e di S. Niccolò del
Carmine, rifatta nel 1517 su disegno di B. Peruzzi (all'interno, dipinti
del Beccafumi e del Marrina); notevoli inoltre i palazzi Chigi-Saracini
e Salimbeni e le opere di fortificazione, come l'imponente Porta Romana.
Nel sec. XV vennero innalzati edifici tardogotici e, a iniziare dalla
metà del secolo, rinascimentali, spesso a opera di architetti
fiorentini. Fra i primi, notevoli la Loggia della Mercanzia (1428-44),
di Sano di Matteo e Pietro del Minella, e l'elegante Palazzo Buonsignori
già Tegliacci, sededella Pinacoteca Nazionale. Fra i palazzi
rinascimentali, degni di menzione i palazzi Piccolomini (iniziato
nel 1469) e Piccolomini o delle Papesse (1460-95), dovuti a B. Rossellino
(nel primo, oggi Archivio di Stato, si conservano le famose Tavolette
di biccherna). Interessanti costruzioni religiose sono la chiesa di
Fontegiusta, dalla sobria facciata in cotto di puro stile rinascimentale,
e gli oratori di S. Bernardino (con interessanti affreschi del Sodoma
e del Beccafumi) e di S. Maria delle Nevi, attribuito a Francesco
di Giorgio Martini, che conserva la bellissima Madonna della Neve
di Matteo di Giovanni. Al sec. XV risale inoltre parte del complesso
del Santuario Cateriniano, peraltro ampiamente trasformato e ingrandito
nei secoli successivi. Significativa opera del principio del Cinquecento è palazzo
Pollini, di B. Peruzzi. Nei dintorni della città, degno di
attenzione il convento dell'Osservanza, del sec. XIII; la chiesa,
eretta su disegno di Francesco di Giorgio Martini e G. Cozzarelli
(1474-90), conserva all'interno opere di A. Della Robbia, del Riccio,
di Sano di Pietro e del cosiddetto Maestro dell'Osservanza.
Artigianato:
le ceramiche
La città di Siena fu sede di un centro ceramico che, attivo
già nel sec. XIII, raggiunse la notorietà
nel sec. XVI per la produzione di maioliche. Tra gli oggetti più tipici
usciti dalle fornaci senesi si ricordano i vasi da farmacia decorati
su un solo lato, le brocchette con beccuccio troncoconico saldato
al corpo mediante un nodo intrecciato, le mattonelle per pavimenti
(famose quelle per il pavimento della Libreria Piccolomini).
Musei e Biblioteche
Oltre al già citato museo del Palazzo Pubblico, la città
di Siena vanta altre importanti raccolte. La Pinacoteca Nazionale
conserva notevolissime opere di maestri senesi dei sec. XII-XVII
(la Madonna dei Francescani di Duccio di Buoninsegna; una Madonna
col Bambino di S. Martini; Città sul mare, Castello in riva
al lago, Madonna, Santi e Angeli e Annunciazione di A. Lorenzetti;
Storie dell'ordine carmelitano di P. Lorenzetti; Madonna col Bambino,
S. Girolamo e S. Bernardino del Neroccio; dipinti di Guido da Siena,
Niccolò di Segna, Bartolo di Fredi, Lippo Memmi, Paolo di
Giovanni Fei, Domenico di Bartolo, Michelino da Besozzo, Giovanni
di Paolo, Sassetta, Matteo di Giovanni, Francesco di Giorgio Martini,
Sano di Pietro, Pinturicchio, R. Manetti, Andrea del Brescianino,
Sodoma, Beccafumi, A. Dürer, F. Zuccari, L. Lotto, ecc.). Il
Museo dell'Opera Metropolitana conserva quasi esclusivamente opere
rimosse dal duomo. Da ricordare in particolare, oltre alla celebre
Maestà di Duccio di Buoninsegna, dipinti di D. Beccafumi,
del Pomarancio, del Brescianino, di S. Martini, di P. Lorenzetti
(trittico con la Natività della Vergine, 1342); il gruppo
marmoreo delle Tre Grazie, copia romana del sec. III da un originale
greco di età ellenistica, già
nella Libreria Piccolomini; dieci statue di personaggi biblici di
Giovanni Pisano. § La Biblioteca comunale degli Intronati (che
assunse questo nome nel 1932 in omaggio all'Accademia omonima) fu
fondata da Sallustio Bandini e da lui donata nel 1758 all'università.
Passò
quindi al comune. Possiede quasi 350.000 volumi e opuscoli, 938 incunaboli,
5372 manoscritti (tra i quali l'Evangeliario Bizantino del sec. XI
proveniente dal palazzo imperiale di Costantinopoli), molte stampe
e disegni di artisti senesi e non senesi.
Spettacolo
L'avvenimento spettacolare più rilevante della
città di Siena è certamente il Palio, le cui origini
risalgono al sec. XIII, ripetuto ogni anno con lo stesso regolamento
dal 1656. Ma Sienaè importante nella storia del teatro italiano
soprattutto per due accademie cinquecentesche: la Congrega dei Rozzi,
fondata nel 1531 da un gruppo di artigiani, che elaborò un
repertorio di farse popolaresche, probabilmente influenzate dai maggi
e dai bruscelli del contado; e l'Accademia degli Intronati cui si
deve un certo numero di commedie erudite, compresi "Gli ingannati"
che sembra abbiano ispirato a Shakespeare "La dodicesima notte".
Si deve alla stessa accademia anche la costruzione di un teatro permanente
(accanto a quello dei Rozzi, inaugurato nel 1690 e chiuso nel 1948)
che prese nome da un'accademia scissionistica dei Filomati nel sec.
XVII e che esiste tuttora, restaurato nel 1950, come Teatro dei Rinnovati,
nome assunto all'inizio dell'Ottocento. La vita musicale di Siena
gravita intorno all'Accademia Musicale Chigiana; fondata nel 1931
dal conte Guido Chigi Saracini, promuove, oltre a una stagione concertistica
di alto livello, corsi di perfezionamento in varie discipline musicali
tenuti da insegnanti di prestigio mondiale; organizza inoltre annualmente
tra agosto e settembre una Settimana Musicale Senese nell'ambito della
quale vengono presentate musiche in prima esecuzione e riproposte
pagine del passato di particolare rilievo storico-culturale. L'Accademia
Musicale Chigiana cura la pubblicazione di un bollettino periodico,
che dal 1965 esce con il nome di Chigiana e ospita notevoli contributi
musicologici e critici di studiosi italiani e stranieri.
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